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Centro Giovanni Paolo II: terreno dei Biale Morza a Cracovia-Lagiewniki

La storia del terreno sul quale sorge il centro Giovanni Paolo II "Non abbiate paura!" è molto dinamica. Negli anni 80 del XVIII secolo attraverso il villaggio di Lagiewniki è stato tracciato il cammino reale Vienna-Leopoli. Lo sviluppo industriale dell'area è stato favorito dalla scoperta dei limi argillosi. Di conseguenza, nel 1884 viene costruita la linea ferroviaria per Oswiecim e nel 1910 viene inaugurata la fermata a Borek Falecki.

L'inizio del secolo XX è segnato dalla nascita della "B&W Liban", una fabbrica di prodotti chimici locale. La produzione inizia il 1° maggio 1906. In quella data viene prodotta con il metodo Honigmann la prima tonnellata di soda calcinata e caustica. Fin dagli inizi, lo sviluppo della fabbrica, che più tardi è entrata a far parte del consorzio Solvay, è stato condizionato dalla necessità di assicurare i rifornimenti delle materie prime e dell'acqua industriale, ma anche dalla necessità di sviluppare trasporto proprio.

Nel 1918 è stato firmato un accordo con l'amministratore dei territori militari vicini, il genio militare austriaco, per la costruzione di una ferrovia a scartamento ridotto per trasportare il calce dalle cave di Zakrzowek alla fabbrica.

Nel periodo successivo, dal 1918 al 1939, il complesso è stato ampiato ed è aumentata la produzione di soda. Il consiglio d’amministrazione della "Solvay" ha deciso di acquistare i lotti di terreno confinanti con la fabbrica per importanti investimenti, destinati soprattutto a rendere la fabbrica indipendente dai rifornimenti dall'esterno delle materie prime principali (sale e pietra calcare).

La crescita di produzione ha creato la necessità di trovare un luogo in cui depositare i rifiuti di sodio. Sono stati scelti i terreni sul fiume Wilga, adiacenti alla fabbrica. L'adattamento dei terreni destinati ad accogliere i rifiuti è iniziato nel 1930, per assicurare la continuità della produzione.

Cenni storici sui terreni dei Biale Morza

Le Industrie di sodio di Cracovia si sono sviluppate intensamente fino al 1977. Nello stesso periodo, sono stati adattati nuovi bacini per accogliere i rifiuti di sodio. Il 1977 è l'anno decisivo nella storia della società. Nella legge n. 71/34/77 sull'approvazione del piano di adeguamento urbanistico dei terreni dell'area urbana di Cracovia, il consiglio municipale ha espresso la necessità di chiudere le Industrie di prodotti inorganici di Cracovia "Bonarka" e le Industrie di sodio di Cracovia "Solvay" entro il fine del 1990. Come risultato delle successive analisi, si è giunto alla conclusione che la rivitalizzazione dei bacini di rifiuti di sodio dev'essere realizzata in un momento posteriore, vista la tecnologia di ricoltivazione adottata.

Il processo della ricoltivazione è stato realizzato soltanto tra la via Zakopianska e la linea ferroviaria Cracovia - Zakopane. L'adattamento dell'intera area di sedimentazione è stato perciò rimandato per molti anni, necessari perché il terreno potesse stabilizzarsi.

Fino alla metà del 1995 sono stati realizzati i lavori di ricoltivazione dei margini dei bacini. Questi, a loro volta, sono stati poi livellati e assicurati, è stata portata più terra ed è stata seminata erba. Di conseguenza, sono stati recuperati circa 80 ettari, con la possibilità di utlizzarli, tra l’altro, anche ai fini ricrativi.  Nel corso degli ultimi quindici anni, in seguito ai normali processi biologici, le rocce sedimentarie si sono ricoperte del verde, mentre all'interno dei bacini si realizzava il processo di stabilizzazione fisica e chimica della terra.

Realizzato da: Ryszard Poda, Cracovia, marzo 2008.

Costruiamo insieme il Centro Giovanni Paolo II "Non abbiate paura!"

Perché il Centro diventi realtà, ci vuole un grande sforzo, tanto materiale, come spirituale. Invitiamo perciò tutte le persone di buona volontà interessate a preservare l'eredità del Papa Giovanni Paolo II a sostenere questa grande opera.

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Il nostro più sincero ringraziamento va a tutti coloro che vogliono offrire il loro sostegno materiale e spirituale.
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